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Lucani
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top
I mwcwLucani furono una popolazione appartenente al ceppo mwdaitalico, di mwdqlingua osca, che giunse, nel mwdgV secolo a.C., nella terra che da essi prese il nome di mwdwLucania, territorio genericamente compreso tra i fiumi mweaSele, mweqBradano, mwegLao e mwewCrati, fino ad allora chiamato dai Greci mwfaEnotria, dal nome del popolo abitante in precedenza la regione, gli mwfqEnotri.
All'inizio del mwfwIV secolo a.C. si espansero verso sud-ovest, nell'attuale mwgaCalabria, dove vennero in conflitto con i mwgqGreci della mwggMagna Grecia, in particolare con mwgwSiracusa che riuscì a dividere i Lucani e a sbarrare loro il passo. L'espansionismo del popolo italico si volse allora verso est, dove si scontrò con mwhaTaranto. In seguito presero parte alle mwhqguerre sannitiche e alle mwhgguerre pirriche contro la potenza in ascesa di mwhwRoma, che riuscì a sottometterli nel mwia275 a.C. Tra mwiqIII e mwigI secolo a.C. i Lucani presero parte a diverse insurrezioni italiche contro il dominio romano, senza riuscire a riacquisire l'indipendenza; a partire dalla decisiva mwiwbattaglia di Porta Collina (mwja82 a.C.) ebbe inizio la loro definitiva mwjqromanizzazione.
Contents
• Etnonimo
• Storia
• Società
• Economia
• Lingua
• Cultura
• Arte
• Note
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Etnonimo
Le origini del nome restano oscure. Poco convincenti sono infatti sia la tesi che esso derivi dal termine mwkqlatino mwkglucus ("bosco sacro") sia quella che lo farebbe derivare dal termine mwkwgreco λυκος ("lupo"). Quest'ultima fa riferimento all'uso delle popolazioni sabelliche di adottare un animale mwlatotemico come guida nelle loro migrazioni, secondo l'uso della mwlqPrimavera Sacra; tuttavia, proprio l'esempio dei loro vicini settentrionali, gli mwlgIrpini - il cui nome deriva dal termine mwlwosco mwmahirpus ("lupo") -, rende poco probabile questa ipotesi. I Lucani infatti, pur avendo adottato presto l'mwmqalfabeto greco, mantennero sempre l'osco come lingua. Secondo Alfonso Mele apprendiamo:
«Il nome dei lucani suona in greco
Leukànoi
e si pone perciò in relazione con l'aggettivo
leukòs
, che vuol dire splendente, luminoso; il nome latino è invece
Lucani
che viene posto in relazione con la parola
lux
, ma contemporaneamente con il termine
lucus
'bosco'. Le due interpretazioni sono coerenti, in quanto
lucus
deriva da
lux
ed indica originariamente non tanto il bosco, quanto lo spazio luminoso nel bosco, ossia la radura. In questo modo i Lucani appaiono come gli uomini delle radure e quindi dei pascoli.»
(A. Mele, pag 67.)
Storia
Le tribù lucane
mwnwPlinio il Vecchio, nella sua mwoamwoqNaturalis historiacite-ref-1[1], compila una lista di popoli dell'antica Lucania: mwpgAtinati, mwpwBantini, mwqaEburini, mwqqGrumentini, Numestrani, mwqwPotentini, mwraSontini, mwrqSirini, mwrgTergilani, mwrwUrsentini, mwsaVolcentani.
L'espansione verso sud
Poco sappiamo dei rapporti dei Lucani con le popolazioni preesistenti dell'interno chiamate dai mwswGreci mwtaEnotri (mwtqItali, mwtgMorgeti, mwtwSiculi). Al contrario sappiamo che le relazioni con le colonie greche furono decisamente conflittuali. Conquistata alla fine del mwuaV secolo a.C. Poseidonia, che i Lucani chiamarono "Paistom" (la mwuqPaestum dei Romani), ben presto caddero sotto il loro potere tutte le città della costa tirrenica fino a mwugLaos, con la sola eccezione di mwuwVelia.
Nel mwvq389 a.C., i Lucani, alleati di mwvgDionisio il Vecchio tiranno di mwvwSiracusa che cercava di imporre il suo predominio sulle città della Magna Grecia, mossero guerra contro le mwwapolis nemiche di Siracusa. Questo scatenò la reazione di mwwqThurii, potente città sorta sulle ceneri di mwwgSibari, che, senza attendere l'aiuto di altre città della Lega sorta proprio per difendersi dai Lucani, cercò di riconquistare la sua antica colonia, Laos, subendo una disastrosa sconfitta ed evitando lo sterminio dei prigionieri solo grazie all'intervento del siracusano mwwwLeptinecite-ref-2[2]. I Lucani estesero in tal modo il loro predominio su tutta l'attuale mwyaCalabria interna a nord dell'istmo.
Questa situazione non era tuttavia destinata a perdurare. Per prima cosa mutò l'atteggiamento di Siracusa che, da alleata dei Lucani, divenne loro ostile; inoltre scoppiò una violenta rivolta servile che provocò una lunga guerra civile che avrebbe indebolito notevolmente la potenza lucana. Secondo mwygStrabone la rivolta provocata da mwywDione di Siracusa, fu causata dall'avere i Lucani armato i loro servi dediti alla pastorizia per sostenere le numerose guerrecite-ref-3[3]. La rivolta di quelli che i Lucani chiamarono mwaaBretti ("ribelli" in mwaqosco, corrispondenti ai mwagBruzi) provocò l'mwawetnogenesi di un nuovo popolo, che si consolidò intorno a mwbaCosentia e sui monti della mwbqSila, privando i Lucani del territorio a sud della linea Laos-Thurii.
Lo scontro con i Tarantini e gli Epirioti
Interrotta ogni possibilità di espansione verso sud dalla nascita dei Bretti (i mwcqBruzi dei mwcgRomani), i Lucani diressero le loro attenzioni verso lo mwcwIonio, entrando in collisione con la principale potenza dell'area: mwdaTaranto. I Tarantini per reggere l'urto dei Lucani sul loro territorio e mantenere la posizione di predominio nello Ionio settentrionale dovettero ricorrere all'aiuto della madrepatria, mwdqSparta. Il primo a soccorrere Taranto fu mwdgArchidamo III, re di Sparta che, nel mwdw338 a.C., avrebbe trovato la morte sotto le mura di mweaManduria, combattendo i mweqMessapi.
Nel mwew335 a.C. in aiuto dei Tarantini giunse mwfaAlessandro I, detto "il Molosso", zio di mwfqAlessandro Magno. Alessandro, dopo aver privato i Lucani delle città ioniche e restituito mwfgHeraclea a Taranto, conquistò l'mwfwApulia; quindi, attraversando la mwgaLucania, giunse sotto le mura di Poseidonia (mwgqPaestum). Qui i Lucani ed i loro alleati mwggsanniti affrontarono in campo aperto la mwgwfalange macedone uscendone completamente sconfitti. Alessandro, in questa occasione, probabilmente liberò, anche se temporaneamente, Poseidonia; prese inoltre numerosi ostaggi fra le famiglie aristocratiche lucane deportandone molte in mwhaEpiro.
Con la battaglia di Poseidonia all'alleanza fra Lucani e Sanniti, da poco usciti dalla mwhgprima guerra sannitica contro Roma, si contrappose un'alleanza tattica tra Alessandro ed i Romanicite-ref-4[4]. Era ormai evidente il tentativo di Alessandro di realizzare in Occidente un dominio su tutte le città magnogreche e siceliote. In tale contesto, o proprio per questo, i Lucani trovavano nuovi alleati a sud nei Bruzi. Per evitare il congiungimento delle forze lucane con quelle bruzie, Alessandro si posizionò a mwiwPandosia, ai confini tra i territori dei due popoli. Nel mwja330 a.C. il suo esercito, diviso in tre parti isolate fra loro a causa di un'alluvione, fu completamente distrutto da Bruzi e Lucani ed egli stesso trovò la morte, trafitto dal giavellotto di un ostaggio lucanocite-ref-5[5].
Alcuni anni dopo, nel mwkg323 a.C., i Lucani insieme ad altri popoli dell'Occidente, come narra mwkwArriano, mandano legati a mwlaBabilonia in segno di amicizia alla corte di mwlqAlessandro Magnocite-ref-6[6].
I rapporti con Roma
Le Guerre sannitiche
Durante la mwngseconda guerra sannitica i Lucani oscillarono fra l'alleanza con i Romani e quella con i Sanniti. In realtà la società lucana del tempo era divisa tra una fazione aristocratica filo-romana ed una democratica vicina a Taranto e ai Sanniticite-ref-7[7].
Nel mwpa302 a.C. Romani e Lucani sono di nuovo alleati contro l'ennesimo condottiero greco, mwpqCleonimo, re di Sparta chiamato da Taranto. L'alleanza proseguì anche durante la mwpgterza guerra sannitica, anzi questa fu causata proprio, come narra Tito Livio, dalla richiesta d'aiuto dei Lucani a Roma contro i Sanniti che, devastando i loro territori, cercavano di costringerli ad un'alleanza contro Romacite-ref-8[8].
Le Guerre pirriche
Al termine delle mwrgguerre sannitiche, in prossimità dei confini settentrionali della Lucania i Romani fondarono la colonia latina di mwrwVenusia; intanto, anche grazie all'aiuto dei Tarantini, la fazione democratica prese il sopravvento fra i Lucani. Alleati con i Bruzi e con l'appoggio di mwsaTaranto attaccarono così Thurii, tradizionale nemica di Taranto e alleata di Roma. Thurii chiese l'intervento romano contro i Lucani nel mwsq285 a.C.cite-ref-paretirussi314-9-0[9] e ancora nel mwtg282 a.C. In questa seconda circostanza fu inviato il mwtwconsole mwuaGaio Fabricio Luscino per respingere i Lucani, in un primo tempo alleati dei Romani, e porre nella stessa Thurii una guarnigione romanacite-ref-10[10]. Non passò molto tempo prima che il principe lucano Stenio Stallio fosse sconfitto, com'è ricordato anche nei mwvgmwvwfasti triumphalescite-ref-11[11]cite-ref-piganiol181-12-0[12]; fu l'inizio della mwyaguerra tarantina, che vide da un lato Roma e dall'altra Taranto con Lucani, Sanniti, Bruzi e soprattutto mwyqPirro, re dell'Epiro.
Nella mwywbattaglia di Eraclea, in territorio lucano, si scontrarono l'mwzaesercito romano e quello di Pirro; lo scontro fu favorevole a Pirro grazie all'uso degli mwzqelefanti da guerra, sconosciuti ai Romani, che li chiamarono "buoi lucani". Tuttavia la guerra si concluse favorevolmente ai Romani, che estesero la loro egemonia su tutta l'mwzgItalia meridionale. Nel mwzw275 a.C. mw0aManio Curio Dentato celebrò il trionfo sui Lucani e nel mw0q273 a.C. vennero dedotte mw0gcolonie a Poseidonia, che divenne la romana mw0wPaestum, e a mw1aGrumentum. I Lucani divennero mw1qmw1gsocii, cioè alleati dei Romani, mantenendo i loro costumi ed istituzioni come tutti i mw1wpopoli della penisola.
Le Guerre puniche
Durante la mw2wseconda guerra punica, dopo la mw3abattaglia di Canne i Lucani, come buona parte dei popoli e delle città del mw3qSud Italia si schierarono con mw3gAnnibale, più per evitare i saccheggi degli invasori che per inimicizia verso Roma. Era un atteggiamento più che comprensibile considerata la strategia del logoramento adottata dai Romani che permise ad Annibale di restare diversi anni nell'Italia meridionale.
Puniti blandamente per il loro "tradimento", i Lucani tornarono ad essere mw4asocii dei Romani per lunghi anni fino a quando, nel mw4q90 a.C., stanchi di partecipare alle numerose guerre romane senza ottenere vantaggi, chiesero la mw4gcittadinanza romana come gli altri popoli della penisola.
La guerra sociale e la guerra civile
La Guerra sociale che seguì al rifiuto del mw5gSenato romano di concedere agli mw5wItalici la cittadinanza vide i Lucani in guerra contro Roma, guidati da mw6aMarco Lamponio. Questi sconfisse presso Grumentum, mw6qMarco Licinio Crasso e più tardi la stessa città fu presa e saccheggiata. Lucani e Sanniti furono gli ultimi ad arrendersi e, quando i Romani nell'mw6g88 a.C. concessero la cittadinanza agli Italici, i due popoli furono gli unici ad esserne esclusi.
Pur avendo ottenuto successivamente la mw7acittadinanza romana, i Lucani tornano a prendere le armi durante la mw7qguerra civile fra mw7gMario e mw7wSilla, schierandosi con il primo, più favorevole agli Italici. Al ritorno di Silla in Italia tentarono, guidati ancora da Marco Lamponio, l'ultima carta con gli alleati Sanniti, guidati da mw8aPonzio Telesino, soccorrendo mw8qil figlio di Mario assediato a mw8gPreneste, che preferì restare all'interno delle mura della città. Mentre una legione lucana guidata da Albinovano passò a Metello, gli altri Lucani affrontarono con i Sanniti Silla nella mw9abattaglia di Porta Collina, dove furono sconfitti.
La guerra sociale e la guerra civile furono devastanti per la Lucania, che subì le rappresaglie dei Romani e in particolare di Silla; intere città, come mw9gPandosia, furono rase al suolo. Ancora anni dopo quegli eventi, mw9wStrabone narra che «in seguito a queste disfatte i loro insediamenti sono assolutamente insignificanti, senza alcuna organizzazione politica e i loro usi, in fatto di lingua armamenti e vestiario, completamente tramontati».
La battaglia di Porta Collina fu l'ultimo atto dei Lucani come popolo autonomo; dopo di allora, le loro vicende si confondono con quelle dell'Italia romana. Il loro territorio venne organizzato con quello dei Bruzi nella mw-qRegio III Lucania et Bruttii.
Società
Nella sua Geografia, Strabone afferma che avevano mw-wistituzioni mwaqademocratiche, tranne che in tempo di guerra, quando i mwaqemagistrati in carica sceglievano un mwaqidittatore. Strabone descrive una terra ormai in decadenza, con poche mwaqmcittà, ormai prive di qualunque peso e prosperità, ricoperta di foreste abitate da cinghiali, orsi e lupi. L'attività principale era la pastorizia.
Religione
Economia
Gli usi dei Lucani erano in tutto simili a quelli delle altre popolazioni sabelliche: abitavano mwaqwcittà poste su alture e vivevano prevalentemente di mwaq0pastorizia, anche se, nel secolo successivo al loro insediamento, alla pastorizia si associò l'mwaq4agricoltura e si diffuse l'uso di abitare in fattorie sparse sul territorio.
Lingua
I Lucani parlavano l'osco, una lingua mwariindoeuropea del mwarmgruppo osco-umbro diffusa tra numerosi mwarqpopoli italici ad essi affini, come i loro vicini mwaruSanniti, che avevano assorbito gli mwaryOsci nel mwarcV secolo a.C.
Appresero l'uso della mwarkscrittura dai Greci; le loro iscrizioni, pur essendo in lingua osca, utilizzavano perciò l'mwaroalfabeto greco.
Cultura
Arte
La mwar8necropoli di Paestum costituisce un'importante fonte su alcuni aspetti della società lucana. Il tema principale degli affreschi delle tombe lucane è quello del ritorno del guerriero. Sempre dagli affreschi e dagli arredi funebri si possono osservare alcune caratteristiche dell'abbigliamento dei guerrieri: il cinturone di bronzo, elemento distintivo dei maschi in età adulta, la corazza a tre dischi e l'elmo corinzio, spesso adornato con penne d'uccello (costumi tipici delle popolazioni sabelliche).
Note
cite-note-11. ↑ Plinio il Vecchio, mwasgNaturalis Historia, mwaskIII, 98.
cite-note-22. ↑ Diodoro Siculo, mwas0Bibliotheca historica, XIV, 10.
cite-note-33. ↑ Strabone, mwateGeografia, IV, 5.
cite-note-44. ↑ Tito Livio, mwatuAb Urbe condita libri, mwatyVIII, 17.
cite-note-55. ↑ Livio, mwatoVIII, 24.
cite-note-66. ↑ Arriano, mwat4Anabasis Alexandri, mwaua.
cite-note-77. ↑ Livio, mwausX.
cite-note-88. ↑ Livio, mwau8X, 11.
cite-note-paretirussi314-99. ↑ mwavmmwavqL. Pareti, A. Russi,mwavu pag. 314.
cite-note-1010. ↑ mwavkTito Livio, mwavoPeriochae degli mwavsmwavwAb Urbe condita libri, mwav0mwav4mwav8libro XII, 2, su mwawalivius.org. mwaweURL consultato il 17 aprile 2009 mwawi(archiviato dall'mwawmurl originale il 4 dicembre 2018).
cite-note-1111. ↑ mwawcFasti triumphales celebrano per il mwawg282/mwawk281 a.C.: mwawomwawsGaio Fabricio Luscino, mwawwconsole, trionfò su mwaw0Sanniti, Lucani e mwaw4Bruzi, alle none di marzo (5 marzo).
cite-note-piganiol181-1212. ↑ mwaximwaxmA. Piganiol,mwaxq pag. 181.
Bibliografia
Fonti primarie
• mwaxkPlinio il Vecchio, mwaxomwaxsNaturalis historia
• mwayeTito Livio, mwayimwaymAb Urbe condita libri
• mwayuDiodoro Siculo, mwayymwaycBibliotheca historica
• mwaykArriano, mwayomwaysAnabasis Alexandri
• mway0Appiano di Alessandria, mway4mway8Storia romana
Letteratura storiografica
• citerefa-meleAlfonso Mele, Le fonti storiche in "I greci in occidente: Poseidonia e i Lucani", a cura di M. Cipriani, F. Longo, Napoli, Electa, 1996.
• mwazqGiuseppe Micali, Storia degli antichi popoli italiani, 2ª ed., Milano, 1836.
• citerefl-pareti-a-russiLuigi Pareti, Angelo Russi, Storia della regione lucano-bruzzia nell'antichità, Ed. di Storia e Letteratura, 1997, ISBN 978-88-87114-23-2.
• citerefa-piganiolAndré Piganiol, Le conquiste dei Romani, Milano, Il Saggiatore, 1989, ISBN 88-04-32321-3.
Voci correlate
• mwazoBruzi
• mwazwLingua osca
• mwaz4Lucania
• mwaaaOsci
• mwaaiPopoli dell'Italia antica
• mwaaqSanniti
Collegamenti esterni
• citerefsapere-itLucani, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Lucanian, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.